
Belem, gennaio 2004, il Forum Sociale Mondiale torna in Brasile. Sono passati nove anni dal primo Forum Sociale Mondiale, quattro dall’ultimo Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre. E’ inevitabile che il cammino verso il FSM sia anche un’occasione di bilanci. Qual è oggi il senso del FSM? Se lo chiedono a Firenze il 23 e 24 maggio alcuni esponenti di Euralat, una delle reti che da sempre anima questo ed altri Forum ed è protagonista di una delle iniziative nate in seno al Forum, l’Università Popolare dei Movimenti Sociali (UPMS). Proprio in seno a questa rete di attivisti, formatori e ricercatori è stato lanciato nel FSM di Nairobi il progetto “Storie di altri mondi possibili”: un sito web gestito dall’Upter di Roma e da OpenContent in cui raccogliere, condividere e anche premiare pratiche di costruzione di nuovi stili di vita. Fra qualche mese sapremo se queste storie rivelano tratti che spieghino meglio il loro denominatore comune: il riconoscersi nella Carta dei principi del FSM. A livello internazionale si sono rivelati principi che generano reti e proposte concrete: un’equipe di dieci ricercatori ne aveva raccolte cento, organizzate in undici assi principali, durante il quinto FSM a Porto Alegre, riunite in una pubblicazione tradotta in varie lingue. Non è una questione secondaria il come organizziamo, in base a quali criteri facilitiamo gli spazi di scambio e costruzione in seno al FSM, inteso sia come evento, sia come processo capace di una sua continuità ed articolazione con gli altri forum tematici e regionali, ma soprattutto con l’agenda di lotte e di iniziative in corso in tutto il mondo.
FSM come spazio di confronto aperto o come luogo dove stabilire priorità e agenda di lotta? Il dibattito rimane vivo in seno al Consiglio Internazionale che tenta di governare il FSM e si interseca con la scelta e definizione delle scadenze e sedi di incontro. Nel testo appassionato e intelligente “Educar para um Outro Mundo Possivel” (Publisher, 2007), il direttore dell’Instituto Paulo Freire Moacir Gadotti ci ricorda che per cambiare abbiamo bisogno di creare un’altra teoria, un’altra logica che vada oltre la logica del capitale e del mercato per reinventare il capitale e il mercato. Il testo di Gadotti ci ricorda un fatto importante: o avanço das chamadas esquerdas na América Latina tem a ver também com a mobilizaçao da sociedade civil possibilitada (facilitada) pelo FSM. Giustamente Gadotti sottolinea che “a logica do FSM nao é uma logica de resultados: tornar o FSM mais eficiente nao tem nada a ver com adotar uma proposta unificada, estabelecer metas e organizar-se como um partido politico global”. In questo spirito sarebbe importante che riuscisse a prendere corpo a livello internazionale (magari proprio prima del FSM di Belem) la proposta di Boaventura de Sousa Santos, discussa in seno all’UPMS e al Forum Mondiale dell’Educazione, di praticare incontri basati sulla metodologia della traduzione culturale, come già avvenuto a livello nazionale in Perù, Argentina e Colombia: facilitare l’incontro di lingue, movimenti, prospettive di lotta diverse non per cercare un’immediato “consenso”, ma per imparare ad ascoltare e a prendersi il tempo di “tradurre” ciò che le varie lotte considerano il proprio “contesto” e le proprie specifiche “pratiche” e “proposte”.
Di sicuro lo spirito che anima i movimenti che partecipano al FSM è mutato e maturato anche grazie a questi scambi fra movimenti e frra reti globali e realtà locali. Ne è testimonianza l’Osservatorio Belem, l’iniziativa che si propone di contribuire ad uno “spazio urbano” all’interno del FSM a partire da una maggiore capacità di analisi della realtà in cui il FSM avrà luogo, avendo già strutturato strumenti e iniziative di analisi e proposte progettuali capaci di interrogarsi sulle modalità di incontro ed azione fra dimensione internazionale e azioni locali (habitants.org). Lo spirito è ben riassunto nelle ultime pagine del testo di Gadotti: “devemos defender intransigentemente a autonomia e a auto-organizaçao, portanto, o horizontalismo na construçao dos Foruns. Isso implica avançar mais na questao do método”. Tutti, fino al 6 di giugno, sono invitati a partecipare alla consulta do Conselho Internacional do Fórum Social Mundial dirigida a todas as organizações, redes e movimentos participantes, quanto aos objetivos de suas ações, campanhas e lutas.